Dossier

A che ora apre il Museo della liquirizia di Atri?

Risposta breve: a nessuna ora. Il museo compare nel titolo dei lavori finanziati dalla Regione fino a giugno 2025, ma non ha orari, non è nel programma 2026-2028 e, secondo chi lo cerca, nell'edificio non c'è.

Fotografia di gruppo in bianco e nero, circa 1935: centinaia di operai e operaie in posa davanti a un muro di mattoni con finestre a ventaglio
Operai e operaie della fabbrica De Rosa di Atri, circa 1935. Archivio di famiglia dell'autore.

Sappiamo

  • Il museo è nel titolo dei lavori finanziati dalla Regione fino a giugno 2025 (determine 855 e 921).
  • Il mercato è stato inaugurato il 15 settembre 2025 come «nuovo mercato coperto»: nessun cenno al museo.
  • Il museo non compare nel documento di programmazione 2026-2028 né tra i siti aperti nell'estate 2026.
  • Il Comune indica la parte superiore dell'edificio come sede dell'ITS Academy dello Sport (1° giugno 2026).
  • Il museo non c'è: lo constata l'autore, cittadino di Atri, che compra i formaggi al piano terra dello stesso edificio ogni venerdì da anni (ultima volta il 18 settembre 2026).

Non sappiamo

  • Dove sia finito il museo finanziato e che cosa ne resti nel progetto.
  • Quanto del contributo era destinato al museo.
  • Quanto è stato pagato alla prima impresa e perché il contratto si è chiuso.
  • Con quale atto l'ITS occupa gli spazi e se la Regione ha autorizzato l'uso.

Chiediamo

  • Le nove domande in fondo, a Comune, Regione e ITS Academy.
  • Pubblicheremo le risposte, o il silenzio, con la data.

In breve

2017l'assessore alla cultura annuncia un museo interamente dedicato alla liquirizia
1.125.448,36 €assegnati dalla Regione nel 2021 al progetto europeo che lo comprende
2 gare deserteprima dell'aggiudicazione dei lavori, nel 2022
18 mesitra il contratto (gennaio 2023) e la risoluzione (luglio 2024)
15/09/2025inaugurato il «nuovo mercato coperto»; del museo nessuna notizia
0 menzionidel museo nel documento di programmazione 2026-2028

La liquirizia è il prodotto tipico simbolo di Atri. Un museo che la racconti è stato promesso nel 2017, finanziato con fondi europei nel 2021 e ha continuato a comparire nel titolo dei lavori fino a giugno 2025. Poi il mercato coperto è stato inaugurato, e del museo non si è più parlato. Questo dossier ricostruisce, atto per atto, che cosa è successo.

Continuità. Tutta la cronologia di questo dossier riguarda la stessa area politica, al governo di Atri dal 2008: il sindaco Gabriele Astolfi (2008-2018, rieletto nel 2013 con la lista «La Nuova Sfida», con Piergiorgio Ferretti vicesindaco), poi Ferretti sindaco (eletto nel 2018 con «Atri La Sfida Continua», in continuità di maggioranza secondo le cronache, confermato nel 2023 e nel 2024, con una gestione commissariale nella prima metà del 2024). È un dato di contesto per leggere i tempi e le responsabilità, non un giudizio sulle persone.

Il prodotto: sei secoli in una radice

Il primo documento che parla di liquirizia ad Atri è del 1433: una pergamena dell'archivio capitolare che cita una contrada detta «Revolizia». Secondo le fonti locali furono i frati domenicani, nel Medioevo, a estrarre il succo dalla radice che cresce sull'argilla dei Calanchi. La lavorazione industriale nasce nell'Ottocento (1836 è la data indicata per il cavalier De Rosa) e continua con la fabbrica Menozzi De Rosa.

L'annuncio: le Scuderie Ducali (2017)

Nella primavera del 2017, dopo l'evento «L'oro nero d'Abruzzo, la liquirizia di Atri» curato dal direttore della Riserva dei Calanchi, Adriano De Ascentiis, l'allora assessore alla cultura Domenico Felicione annunciò, secondo le cronache, un museo «in alcune stanze delle Scuderie Ducali, interamente dedicato alla liquirizia», da realizzare in collaborazione con la famiglia Menozzi. L'articolo che lo riporta non indicava costi, finanziamenti né una data di apertura.

I soldi: il progetto «Sulle vie della Doganella d'Abruzzo» (2020-2021)

La sede cambia. Nel 2020 la stampa dà notizia di un finanziamento del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Abruzzo (misura 7.4.1, servizi di base per la popolazione rurale) per un progetto dei Comuni di Atri (capofila), Crognaleto, Montefino ed Elice. Per Atri: la ristrutturazione dell'ex mercato coperto di piazza Tini e, insieme, un «Museo della liquirizia e delle antiche tradizioni». Nel novembre 2020 si parlava di circa 1,6 milioni in tutto (circa 750 mila per Atri); dopo un lungo iter dovuto, come ricordò l'allora assessora al Patrimonio Alessia Faiazza, a un errore nella valutazione dei punteggi, la Regione assegna il contributo definitivo con due determine del 13 e 16 aprile 2021: 1.125.448,36 euro per l'intero progetto. Il Comune dichiara che l'opera è «realizzata interamente con finanziamento regionale».

Il 20 aprile 2021 il sindaco Piergiorgio Ferretti e Domenico Felicione si dicono molto soddisfatti dell'approvazione definitiva. La stampa indica per il museo «circa 600 mila euro». Nell'ottobre 2024 gli atti mostrano invece che la quota regionale dell'intervento di Atri (mercato e museo) è di 519.777,22 euro, più 1.326,65 euro di cofinanziamento comunale.

Il cantiere in breve

Le prime due gare, nel dicembre 2021 e nel febbraio 2022, vanno deserte. La terza, nell'estate 2022, è aggiudicata a Tecma s.r.l.s. (455.164,49 € con IVA). Il contratto viene firmato nel gennaio 2023, sei mesi dopo, e il 10 luglio 2024, diciotto mesi dopo la firma, è risolto di comune accordo. I lavori restanti sono riappaltati nell'autunno 2024 a L.P.G. S.p.A. (377.409,49 € più IVA) e il mercato è inaugurato il 15 settembre 2025: quattro anni e cinque mesi dopo l'assegnazione del contributo. «Risoluzione consensuale» significa che le parti hanno chiuso il contratto di comune accordo: dagli atti che abbiamo non risulta alcun inadempimento contestato all'impresa. Quanto sia stato pagato alla prima impresa, quale parte dei lavori avesse eseguito e perché il contratto si sia chiuso non risulta dagli atti. Il dettaglio, atto per atto, è in fondo alla pagina.

Che fine ha fatto il museo

Il museo è nel titolo dei lavori fino all'ultimo atto che abbiamo trovato (giugno 2025): «Ristrutturazione immobile ex mercato coperto e adeguamento del museo della liquirizia e delle antiche tradizioni». Poi, nei documenti che vengono dopo, sparisce:

Non troviamo quindi alcuna notizia di apertura, alcun bando di gestione né alcuna data. Potrebbe esistere in altra forma, o le stanze del mercato potrebbero ospitarlo: per questo lo chiediamo, ma allo stato dei documenti il museo che compariva nel titolo dei lavori non compare in nessun elenco di luoghi aperti al pubblico.

I puntini che i documenti non uniscono

Ci sono quattro fatti, presi uno per uno. Il finanziamento europeo era destinato alla ristrutturazione dell'ex mercato coperto e all'adeguamento di un museo. Il mercato è stato inaugurato senza il museo, con la promessa di bandi per gli spazi al piano superiore e inferiore. Nel giugno 2026 la parte superiore viene indicata come sede di una scuola post-diploma. Nei documenti che abbiamo, nessun atto spiega che cosa sia successo al museo e con quale titolo la scuola occupi quegli spazi.

Non affermiamo che la scuola abbia preso il posto del museo, né che qualcosa sia irregolare. Una scuola di alta formazione in centro storico può essere un buon uso di uno spazio pubblico, e un museo può avere altrove la sua sede. La questione è un'altra: un edificio ristrutturato con fondi europei per un fine dichiarato ha oggi un altro uso, e l'unica cosa che i cittadini possono leggere è un comunicato. Le regole generali dei fondi europei prevedono un periodo di «stabilità delle operazioni» (art. 71 del regolamento UE 1303/2013, in genere cinque anni dal pagamento finale): se un cambio d'uso modifichi in modo sostanziale gli obiettivi dell'opera, la Regione può chiedere di restituire il contributo. Se e come si applichi qui lo può dire solo la Regione, che era presente all'inaugurazione.

Le domande al Comune

  1. Il museo della liquirizia esiste? Dove si trova, che cosa contiene, quando apre?
  2. Quale parte dell'intervento di Atri (519.777,22 € di contributo regionale) è destinata al museo e quale al mercato? Che cosa è stato realizzato del museo?
  3. Chi gestirà gli spazi e con quale bando? Quali spazi sono stati assegnati?
  4. Perché sono andate deserte due gare, perché il contratto firmato nel gennaio 2023 è stato risolto nel luglio 2024, e quanto è stato pagato a Tecma per quali lavori?
  5. Quali somme sono state recuperate dall'anticipazione data a Tecma (87.037,57 €), e con quali garanzie?
  6. Perché nel quadro economico risultava «errato» l'importo già erogato a Tecma, e da quando?
  7. Il finanziamento del Programma di sviluppo rurale prevede vincoli di destinazione e di gestione? La Regione ha autorizzato l'uso della parte superiore per l'ITS Academy? Che cosa accade se il museo non apre?
  8. Con quale atto (convenzione, comodato, canone, bando) l'ITS Academy occupa gli spazi dell'ex mercato coperto, dopo che nel settembre 2025 si annunciavano bandi per assegnarli? Quale parte dell'edificio era destinata al museo?
  9. Qual è la sorte del progetto originario delle Scuderie Ducali del 2017?
  10. Che cosa accade alle collezioni del Museo etnografico durante i lavori di RIABITA: chi le custodisce, chi le assicura, dov'è l'inventario?

La nostra proposta

Nota di trasparenza: OpenCivTech promuove un proprio progetto di rete tra gestori dell'ospitalità di Atri, citato qui perché collegato. Questa parte è una proposta, non una ricostruzione.

Un museo della liquirizia non ha bisogno di un grande edificio. Ha bisogno di un percorso: la radice sui Calanchi, l'antica lavorazione, la fabbrica che ancora produce, la bottega dove si compra. Racconta un prodotto che ha quasi seicento anni di documenti e un legame vivo con una famiglia produttrice. Costa poco, se lo si fa con chi la liquirizia la fa, con un archivio digitale (RIABITA ne prevede uno) e con una visita che si prenoti online. E si mette in rete con l'ospitalità: un «weekend della liquirizia» è esattamente il tipo di prodotto che una rete di gestori può vendere. Serve però una cosa che finora è mancata: una data, un responsabile e un numero di visitatori da rendicontare.

Il cantiere, atto per atto

DataAttoChe cosa succede
13-16/04/2021Determine regionali DPD023/176 e /181Contributo definitivo di 1.125.448,36 € all'intero progetto (Atri e partner)
22/06/2021Giunta n. 96Approvato il progetto esecutivo «riallineato» alle indicazioni della Regione
14/12/2021Determina n. 2184Prima gara: deserta (nessuna offerta entro il 10/01/2022)
21/02/2022Determina n. 373Seconda gara: deserta (nessuna offerta entro il 14/03/2022)
17/03/2022Determina n. 514Terza gara
21/04/2022 e 07/07/2022Determine n. 754 e n. 1206Aggiudicazione a Tecma s.r.l.s. (S. Antimo, Napoli), ribasso del 5%: 413.785,90 € più IVA, cioè 455.164,49 € con IVA al 10%
13/01/2023Contratto rep. 1643Firmato sei mesi dopo l'aggiudicazione
09/06/2023Determina n. 1000Variante: +24.145,13 € più IVA
10/07/2024Atto di risoluzione consensualeIl contratto con Tecma si chiude, 18 mesi dopo la firma. Giunta n. 56 dell'11/09/2024 ne prende atto e approva lo stato di consistenza e gli elaborati di completamento
13/09/2024Determina n. 1454Nuova gara sui «lavori restanti»: base 381.481,72 €, cinque operatori invitati
15/10/2024Determina n. 1614Aggiudicazione a L.P.G. S.p.A. (Montefino), ribasso 1,10%: 377.409,49 € più IVA al 10%. Nell'atto il Comune rileva che nel quadro economico «risulta errato l'importo delle somme già erogate» a Tecma
27/11/2024Contratto rep. 1670Firmato con L.P.G.
04/06/2025Determina n. 855Si accertano 87.037,57 € come recupero dell'anticipazione contrattuale versata a Tecma (entrata FEASR) e si impegnano 83.301,60 € per L.P.G.
18/06/2025Determina n. 921Approvato un «verbale di concordamento nuovi prezzi»: l'elenco prezzi va riallineato a quello inviato alla Regione per ottenere il contributo. Importo del contratto invariato
15/09/2025InaugurazioneInaugurato il «nuovo mercato coperto». La ditta citata è Lpg; bandi per gli spazi «al piano superiore e inferiore» annunciati «a breve»

Chi aveva quali deleghe

Le deleghe di Domenico Felicione, come risultano dalle fonti:

QuandoRuolo e delegheFonte
Giugno 2013Assessore anziano nella giunta Astolfi bis: lavori pubblici, ambiente ed ecologia, verde pubblico, viabilità, espropriazioni, autoparco, manutenzioni di immobili e impianti, edilizia residenziale pubblica, edilizia scolastica, sicurezza del lavoro, piano strategico. In quella giunta cultura, turismo, musei e biblioteche erano di Umberto Italiani, le politiche comunitarie di Giammarco Marcone, finanze e patrimonio di Alessia Faiazza; vicesindaco era Piergiorgio FerrettiIl Centro, 9/6/2013
Aprile 2017Assessore alla culturaCityrumors, aprile 2017
Aprile 2021Assessore ai lavori pubblici e alle politiche comunitarieCityrumors, 20/4/2021
Dicembre 2025VicesindacoDelibera di Giunta n. 228 del 29/12/2025
OggiVicesindaco. Deleghe, come scritte sulla pagina ufficiale: «Cultura - Turismo - Musei e Biblioteche – Riserve naturali - PNRR Opere Pubbliche cultura e turismo – Educazione e Istruzione pubblica – Servizi scolastici (infanzia minori e diversamente abili) – Trasporto scolastico»Pagina ufficiale del Comune, consultata il 20/9/2026 (senza data di nomina)

Le deleghe del sindaco Piergiorgio Ferretti, come scritte sulla pagina ufficiale del Comune (consultata il 20/9/2026, senza data di nomina): «Lavori Pubblici - Personale - Servizi Generali - Protezione civile – Viabilità – Sanità – Edilizia Scolastica – Comunicazione istituzionale».

Per gli altri anni (2008-2012, 2014-2016, 2018-2020, 2022-2024) non abbiamo trovato le deleghe: i decreti di nomina sono tra gli atti che chiediamo al Comune.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2026. Diritto di replica: pubblichiamo integralmente le risposte del Comune, delle ditte e dei gestori.