Dossier

Dal 2008 a oggi: 8,6 milioni per cultura e turismo. E i risultati?

Diciotto anni di cultura, eventi e turismo ricostruiti da bilanci, atti e cronache: quanto è costato e che cosa risulta ottenuto. La parte che manca è quella dei risultati.

Illustrazione a stampa: sopra, un borgo collinare con un alto campanile e i calanchi d'Abruzzo, con una fila di luminarie; sotto, una fila di edifici ed edicole di dimensioni diverse allineati su una base, e a destra un riquadro vuoto tratteggiato, della stessa fila, senza alcun edificio
Gli edifici e i palcoscenici di Atri in fila; a destra, un riquadro che nei documenti consultati resta vuoto. Immagine illustrativa generata con IA.

Duecentoventi date, nessun costo indicato

Quest'estate Atri ha annunciato «Atri Cultura in Eventi 2026»: oltre 220 appuntamenti dal 1° luglio al 13 settembre, con concerti di Enrico Ruggeri, Povia, Massimo Di Cataldo, il festival Duchi d'Acquaviva, «Atri a Tavola», la grande festa del 14 agosto. Il sindaco Piergiorgio Ferretti l'ha presentata come la conferma di Atri capitale culturale abruzzese. Il vicesindaco Domenico Felicione ne ha lodato la qualità e la trasversalità.

Il comunicato non dice quanto costa. Non dice quante persone sono venute alle edizioni precedenti. Non dice quante hanno dormito ad Atri. E non è un caso isolato: dopo aver ricostruito diciotto anni di bilanci, non troviamo in alcun documento pubblico consultato un solo indicatore di risultato della spesa culturale e turistica del Comune.

La domanda di questo dossier è semplice. Il Comune ha impegnato in diciotto anni una somma rilevante per un comune di diecimila abitanti. Quel denaro ha costruito un marchio, un «brand Atri» di valore? Con gli atti pubblici che abbiamo trovato non è possibile rispondere.

Continuità. Tutta la cronologia di questo dossier riguarda la stessa area politica, al governo di Atri dal 2008: il sindaco Gabriele Astolfi (2008-2018, rieletto nel 2013 con la lista «La Nuova Sfida», con Piergiorgio Ferretti vicesindaco), poi Ferretti sindaco (eletto nel 2018 con «Atri La Sfida Continua», in continuità di maggioranza secondo le cronache; la rielezione del 2023 fu annullata dal Consiglio di Stato e seguì una gestione commissariale, fino alle elezioni dell'8-9 giugno 2024, vinte ancora da Ferretti). È un dato di contesto per leggere i tempi e le responsabilità, non un giudizio sulle persone.

Leggi anche. Questo dossier viaggia in parallelo con altri due: «Da 3,5 a 12,6 milioni», che ricostruisce il disavanzo del Comune e il Piano di riequilibrio, e «A che ora apre il Museo della liquirizia di Atri?». Il primo racconta il conto; questo racconta che cosa risulta ottenuto dalla spesa per cultura e turismo.

Otto milioni e seicentomila euro

Dal 2008 al 2025 il Comune ha impegnato 8.616.322 euro per cultura e turismo (10,3 milioni a prezzi 2025): 478 mila euro l'anno, quasi 45 euro per ogni abitante, ogni anno. I dati sono quelli ufficiali della Ragioneria generale dello Stato (BDAP), che coincidono, anno per anno, con i rendiconti pubblicati dal Comune. Un «impegno» è la somma che l'ente si obbliga a spendere, non il denaro già pagato. Di questi 8,6 milioni, 1,13 sono fondi europei e regionali di un unico progetto di recupero di edifici (vedi il 2021-2022).

0250 mila500 mila750 mila1000 mila1250 mila2008: 793.308 euro in tutto. di cui 413.168 in conto capitale20082009: 706.869 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale2010: 681.685 euro in tutto. di cui 28.854 in conto capitale20102011: 555.839 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale2012: 595.859 euro in tutto. di cui 80.000 in conto capitale20122013: 431.206 euro in tutto. di cui 60.000 in conto capitale2014: 371.674 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale20142015: 355.128 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale2016: 383.124 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale20162017: 301.742 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale2018: 305.268 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale20182019: 303.571 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale2020: 204.530 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale20202021: 422.713 euro in tutto. di cui 209.375 in conto capitale2022: 1.212.007 euro in tutto. di cui 916.073 in conto capitale20222023: 308.976 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale2024: 345.487 euro in tutto. di cui 0 in conto capitale20242025: 337.335 euro in tutto. di cui 106.453 in conto capitale2025793 mila1,21 milioni337 mila
Impegni annuali per cultura e turismo, in euro (valori nominali). In blu la spesa corrente, in scuro la parte in conto capitale. Fonte: BDAP, rendiconti del Comune di Atri.
−57%la spesa annua dal 2008 (793 mila €) al 2025 (337 mila €); −68% a prezzi 2025
1.212.007 €nel 2022, l'anno più alto
204.530 €nel 2020, l'anno più basso
11.250 → 9.846residenti dal 2008 al 2025 (ISTAT)

La traiettoria è netta. La spesa è quasi dimezzata già nel 2013. Dal 2016, escluso il 2022, oscilla tra 200 e 420 mila euro. Nel frattempo Atri ha perso oltre millequattrocento residenti. Un marchio territoriale forte può attirare anche chi viene a viverci: qui i residenti sono calati. La perdita di residenti ha molte cause e non è imputabile alla sola politica culturale, ma è il dato con cui ogni giudizio sul «brand» deve fare i conti.

Il picco del 2022 ha un nome: la «Doganella d'Abruzzo»

Nel 2022 la spesa sale a 1.212.007 euro. Non è una campagna promozionale. Nel rendiconto, 916.073,10 euro risultano impegnati alla Missione 05, Programma 02, sotto la voce «Contributi agli investimenti», con zero euro pagati nell'anno. Nel 2021, nella stessa voce, ce n'erano altri 209.375,26. La somma, 1.125.448,36 euro, è esattamente l'importo che la Regione Abruzzo assegnò nell'aprile 2021 al progetto «Sulle vie della Doganella d'Abruzzo»: quattro Comuni (Atri capofila, con Crognaleto, Montefino ed Elice) e un finanziamento del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per servizi di base nelle aree rurali. Lo conferma il Comune stesso, in una determina del giugno 2025.

AnnoImpegni 2021-2022Pagato su quei contributiAncora da pagare a fine anno
2021209.375 €0 €209.375 €
2022916.073 €0 €1.125.448 €
2023-132.418 €993.030 €
2024-394.299 €598.731 €
2025-558.723 €40.008 €

La domanda su chi fosse il beneficiario di quei 916 mila euro trova risposta negli atti: non erano contributi a un ente esterno. Il Comune di Atri, capofila, ha appaltato e pagato direttamente i lavori delle imprese, anche sugli edifici dei Comuni partner, e li ha registrati come «contributi agli investimenti a Comuni», compresi quelli sul proprio edificio, l'ex mercato coperto. Lo mostra l'atto del 15 ottobre 2024, dove lo stesso codice contabile copre il pagamento alla ditta che costruisce ad Atri. Il ritmo dei pagamenti segue i cantieri: gare andate deserte, lavori aggiudicati nel 2022, un contratto risolto nel 2024 e ripreso. Nel 2025 l'opera è stata inaugurata.

E i soldi? Il Comune dichiara che l'opera è «realizzata interamente con finanziamento regionale», con un cofinanziamento comunale di 1.326,65 euro. Il conto della spesa culturale va quindi corretto: oltre 1,1 milioni degli 8,6 milioni impegnati non sono spesa propria del Comune, né cultura in senso stretto, ma fondi europei e regionali di un progetto di recupero di edifici. Senza di essi la spesa del Comune in diciotto anni è di circa 7,5 milioni.

Una parte di quel progetto è il Museo della liquirizia e delle antiche tradizioni, il prodotto simbolo di Atri. È nel titolo dei lavori fino a giugno 2025; nei documenti successivi che abbiamo trovato non compare più. Lo ricostruiamo, atto per atto, nel dossier dedicato: «A che ora apre il Museo della liquirizia di Atri?».

Nel settembre 2026, con il piano di riequilibrio in corso, il Comune ha anticipato 30.000 euro di cassa per l'Atri Music Festival 2026, in attesa che la Regione accrediti i fondi (partenariato con il GAL Gran Sasso Laga, Giunta n. 130 del 05/06/2026; determine 902 e 903 del 15/09/2026, senza CIG). Non è un'irregolarità: è un'esposizione finanziaria temporanea che ricade sul bilancio comunale.

Una nota di correttezza. Il nostro archivio degli elenchi dei contratti è parziale: contiene soprattutto gli affidamenti più grandi. Ciò che non troviamo non è necessariamente inesistente. Per questo chiediamo gli atti.

Il teatro: un conto che si può leggere

Il Teatro comunale è l'unica voce culturale di cui il Comune pubblica un conto: nel 2025, spese per 116.875,77 euro e incassi per 91.075,96, una copertura del 77,93%. Il resto, quasi 26 mila euro, lo paga il bilancio. Non è un cattivo risultato per un teatro di provincia. Ma lo conosciamo solo perché il Comune era obbligato a dimostrarlo per il riequilibrio finanziario. Il costo delle singole stagioni, il numero di spettatori e il cachet della direzione artistica non risultano pubblicati.

Anche qui le cifre non coincidono. Il 14 settembre 2026 la Giunta approva la convenzione con la Fondazione Tercas per rifarlo: nell'atto compaiono tre cifre diverse (contributo massimo 20.000 euro, quadro economico 19.520, assegnazione finale 19.250) e nessun CIG o CUP. Due giorni dopo, con una variazione di bilancio d'urgenza approvata dalla Giunta, entrano 19.520 euro per la manutenzione del palcoscenico: la variazione va ratificata dal Consiglio.

La cultura nel conto del riequilibrio

Vanno letti insieme, ma senza confonderli: la spesa culturale non spiega il disavanzo. Nel dossier sul riequilibrio il disavanzo è ricostruito atto per atto: un riaccertamento del 2015, un metodo di calcolo del 2020, disavanzi di gestione del 2021-2023 e la cancellazione, nel 2024, di 8.452.660,02 € di crediti vecchi. Nessuno di questi strati è attribuito, dagli atti, alla spesa per cultura.

Le proporzioni, sui dati dei due dossier (calc.): nel 2025 la spesa corrente per cultura e turismo è 230.882,06 €, il 2,5% dei 9.251.652,27 € di spese correnti impegnate dal Comune. Le due misure culturali che il Piano quantifica (21.000 € e 12.000 € l'anno, 33.000 € in tutto) valgono circa un settimo di quella spesa. La rata fissa del Piano, 901.258,46 € l'anno dal 2028 al 2035, è quasi quattro volte l'intera spesa corrente culturale del 2025: azzerare la cultura non chiuderebbe il conto. La questione, quindi, non è quanta cultura si finanzia ma se, mentre il Piano chiede sacrifici molto più grandi, di ciò che si spende si sa che cosa produce. È la domanda di tutto questo dossier.

C'è poi la cassa. A fine 2025 il fondo di cassa era a 0,00 € e l'anticipazione di tesoreria non restituita 1.987.076,86 € (dossier sul disavanzo). In quel quadro il Comune ha anticipato i 30.000 € dell'Atri Music Festival di cui sopra: il rimborso regionale è previsto, ma finché non arriva l'anticipo pesa sulla cassa. Ne chiediamo la data.

Il conto dei visitatori che non c'è

Un brand non si misura dagli eventi: si misura da chi arriva, resta e torna. Il dato ufficiale che abbiamo, quello dell'offerta ricettiva ISTAT, è modesto: dal 2008 al 2024 i posti letto passano da 188 a 325; dal 2010 c'è un solo albergo, con 102 posti. Il salto a 477 del 2025 dipende dall'ingresso nelle statistiche di 31 alloggi in affitto: non è crescita.

01002003004005002008: 188 posti letto, 12 strutture20081882009: 216 posti letto, 16 strutture2010: 253 posti letto, 17 strutture20102011: 245 posti letto, 16 strutture2012: 258 posti letto, 18 strutture20122013: 268 posti letto, 20 strutture2014: 230 posti letto, 14 strutture20142015: 292 posti letto, 22 strutture2016: 298 posti letto, 23 strutture20162017: 307 posti letto, 25 strutture2018: 289 posti letto, 23 strutture20182019: 317 posti letto, 26 strutture2020: 307 posti letto, 25 strutture20202021: 320 posti letto, 26 strutture2022: 312 posti letto, 25 strutture20222023: 314 posti letto, 26 strutture2024: 325 posti letto, 25 strutture20243252025: 477 posti letto, 54 strutture2025477
Posti letto nelle strutture ricettive di Atri, 2008-2025. In scuro la parte alberghiera. Barra chiara: 2025, cambio di copertura ISTAT. Fonte: ISTAT.

Le presenze, cioè i pernottamenti veri, non le abbiamo trovate. Non abbiamo trovato ingressi ai musei, spettatori del teatro, contatti dell'ufficio turistico, né una rilevazione sui visitatori degli eventi. Il Comune non ha nemmeno l'imposta di soggiorno: nel piano di riequilibrio vale zero in tutti gli anni. E in bilancio il turismo, la Missione 07, è a zero euro nel 2025 e nelle previsioni 2026-2028.

Il documento di programmazione 2026-2028 scrive tra gli obiettivi da realizzare: «creare un brand distintivo e riconoscibile», un «biglietto unico», una «piattaforma online centralizzata» per gli eventi, «pacchetti turistici» con gli operatori, un «Ente Unico Manifestazioni». Sono le fondamenta di un marchio territoriale. Nel documento sono ancora scritti come obiettivi da realizzare.

Le sette domande al Comune

  1. Che fine ha fatto il Museo della liquirizia e delle antiche tradizioni finanziato con il progetto «Sulle vie della Doganella d'Abruzzo»? Quando apre, chi lo gestisce e quanto è costato il solo museo?
  2. Quanto costa «Atri Cultura in Eventi 2026», voce per voce, e quante persone hanno partecipato?
  3. Perché il Comune ha anticipato 30.000 euro per l'Atri Music Festival 2026, per quali spese, e quando arriverà il rimborso regionale?
  4. Quante presenze e quanti ingressi ha registrato ogni anno dal 2008? Se non li misura, perché?
  5. Perché la Missione 07 «Turismo» è a zero se il Comune presenta il turismo come una risorsa primaria?
  6. Chi sono, anno per anno, i beneficiari dei contributi culturali dal 2008, con quali criteri e quali rendiconti?
  7. Quando saranno realizzati il biglietto unico, la piattaforma degli eventi e l'ente unico promessi nel DUP?

Come useremmo quei fondi

Non è un esercizio polemico. Se avessimo avuto lo stesso denaro, cioè circa 480 mila euro l'anno, lo avremmo distribuito così, con un indicatore per ogni voce.

FunzioneQuotaPer annoCosa finanziaCome si misura
Accoglienza e prodotto25%120 mila €aperture dei siti, guide, biglietto unico, segnaletica, informazioni in più lingueingressi, ore di apertura, soddisfazione
Patrimonio20%96 mila €manutenzione e restauro, sempre con cofinanziamenti (Regione, fondazioni, Art Bonus)euro esterni per ogni euro comunale
Teatro e stagione20%96 mila €direzione artistica, abbonamenti, scuolespettatori, abbonati, copertura dei costi
Due eventi bandiera fuori stagione15%72 mila €due manifestazioni proprie di Atri, da ottobre a marzo, in un calendario unicopernottamenti, pubblico da fuori
Promozione misurata10%48 mila €campagne con pagina dedicata, pacchetti, accordi con la costaprenotazioni e visite generate
Contributi a bando6%29 mila €piccoli progetti delle associazioni, con avviso pubblico e rendicontoprogetti, pubblico, rendiconti consegnati
Misura e dati aperti4%19 mila €conteggio ingressi, indagini ai visitatori, pubblicazione dei datiindicatori pubblicati ogni anno

Cinque regole: nessuna iniziativa senza obiettivo numerico; nessun evento senza costo totale pubblicato; nessun contributo che si ripete in automatico; un'azione che dopo due anni non migliora il proprio indicatore perde il budget; ogni anno un rendiconto di poche pagine, anche con gli insuccessi. Non promettiamo quanto avrebbe reso: i rapporti di ritorno delle agenzie nazionali non sono confrontabili con un comune di queste dimensioni. Promettiamo che sarebbe stato possibile saperlo.

I prossimi dieci anni (2027-2036)

Il Comune è in riequilibrio fino al 2039 e la cultura ha oggi 200-260 mila euro l'anno (176 mila previsti per il 2027-2028). Regola di partenza: nessuna nuova spesa senza copertura. Si riorganizza ciò che c'è e si cercano risorse esterne, come dimostra il progetto europeo TIDE sul turismo sostenibile (programma Interreg Italia-Croazia, 136.930 €, finanziato al 100% da fondi europei e nazionali, nessun costo per il Comune: Giunta n. 177 del 10/09/2026).

FaseCosa si faRisultato da mostrare
2027 · Misurare e riordinareSpesa e contributi in formato aperto. Contapersone e biglietteria nei luoghi culturali. Richiesta a Regione e ISTAT delle presenze comunali. Calendario unico. Bando pubblico per i contributi, con rendiconto obbligatorio.La prima fotografia: presenze, ingressi, costo per evento. Si riassegna circa il 4% del budget.
2028-2029 · Costruire il prodottoBiglietto unico. Riapertura del Museo etnografico. Percorsi Teatro romano, Atri Sotterranea, Calanchi. Pacchetti con le strutture ricettive, in una rete di gestori.Un prodotto acquistabile: «Atri in un giorno», «Weekend ad Atri».
2030-2032 · DestagionalizzareDue eventi bandiera in autunno e inverno. Scuole e residenze artistiche. Candidatura alla Carta europea del turismo sostenibile. Collegamenti con la costa.Più presenze da ottobre a marzo.
2033-2036 · ConsolidareValutazione indipendente. Una cabina di regia tra organizzatori e operatori. Revisione della strategia.Un marchio riconoscibile e misurato, non solo dichiarato.
Obiettivi proposti, da confermare dopo la prima misuraPresenze da ottobre a marzo: +25% in cinque anni. Copertura dei costi del teatro: da 78% a 85%. Risorse esterne pari ad almeno il 40% del budget culturale entro il 2032. Un rendiconto pubblico ogni anno. Sono scelte da discutere con i cittadini: prima del 2027 non c'è una base di dati per dire di più.

La nostra proposta: prenotazioni senza commissioni, con una rete di gestori

Il turismo ad Atri ha un problema pratico. Un tour operator che vuole portare quaranta persone deve trovare un albergo, e ce n'è uno solo, con 102 posti. Il resto dell'offerta è fatto di cinquantatré piccole strutture (B&B, agriturismi, case vacanza) che non si presentano come sistema. Per un tour operator questo significa trattare con decine di interlocutori separati.

OpenCivTech ha già costruito un prototipo funzionante della incomingatri, da consegnare a un soggetto giuridico competente. Funziona così:

Regole già incorporate: il codice CIN obbligatorio in ogni scheda; nessun prezzo concordato tra gestori (rischio di cartello); nessuna commissione; nessun pagamento né vendita di pacchetti da parte della piattaforma; il nome «albergo diffuso» non si usa, perché ha un significato di legge regionale.

Il prototipo non è pubblico e usa strutture di fantasia con i totali reali ISTAT. Per diventare un servizio serve un soggetto giuridico (rete di imprese, consorzio, cooperativa o associazione), un regolamento condiviso, l'adesione di 10-12 gestori e un partner abilitato per pacchetti e trasporti. Costo per il Comune: nessuno. Vantaggio: una fonte di dati sulla domanda turistica, che oggi manca.

Chi aveva quali deleghe

Le deleghe di Domenico Felicione, come risultano dalle fonti:

QuandoRuolo e delegheFonte
Giugno 2013Assessore anziano nella giunta Astolfi bis: lavori pubblici, ambiente ed ecologia, verde pubblico, viabilità, espropriazioni, autoparco, manutenzioni di immobili e impianti, edilizia residenziale pubblica, edilizia scolastica, sicurezza del lavoro, piano strategico. In quella giunta cultura, turismo, musei e biblioteche erano di Umberto Italiani, le politiche comunitarie di Giammarco Marcone, finanze e patrimonio di Alessia Faiazza; vicesindaco era Piergiorgio FerrettiIl Centro, 9/6/2013
Aprile 2017Assessore alla culturaCityrumors, aprile 2017
Aprile 2021Assessore ai lavori pubblici e alle politiche comunitarieCityrumors, 20/4/2021
Dicembre 2025VicesindacoDelibera di Giunta n. 228 del 29/12/2025
OggiVicesindaco. Deleghe, come scritte sulla pagina ufficiale: «Cultura - Turismo - Musei e Biblioteche – Riserve naturali - PNRR Opere Pubbliche cultura e turismo – Educazione e Istruzione pubblica – Servizi scolastici (infanzia minori e diversamente abili) – Trasporto scolastico»Pagina ufficiale del Comune, consultata il 20/9/2026 (senza data di nomina)

Le deleghe del sindaco Piergiorgio Ferretti, come scritte sulla pagina ufficiale del Comune (consultata il 20/9/2026, senza data di nomina): «Lavori Pubblici - Personale - Servizi Generali - Protezione civile – Viabilità – Sanità – Edilizia Scolastica – Comunicazione istituzionale».

Per gli altri anni (2008-2012, 2014-2016, 2018-2020, 2022-2024) non abbiamo trovato le deleghe: i decreti di nomina sono tra gli atti che chiediamo al Comune.

Fonti e metodo

Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2026 (dati raccolti fino al 20 settembre). Diritto di replica: le risposte del Comune, dell'assessorato e degli organizzatori saranno pubblicate integralmente.