Il cloud del Comune di Atri non era «fantasma»: affidamento a Deda Next, liquidazione da 119.560 euro
Una versione precedente di questo dossier, pubblicata il 18 settembre 2026, sosteneva che i fondi PNRR per il cloud comunale fossero persi, senza fornitore né CIG. Un atto pubblicato dal Comune il 2 ottobre 2026 smentisce quella ricostruzione: il progetto era stato affidato già nel 2024, e oggi ne è stata liquidata quasi tutta la somma. Il testo è stato corretto.
Metodo: Albo Pretorio, PIAO, OpenPNRR
CUP Monitorato: B31C23000020006
Aggiornamento: 2 ottobre 2026 (corretto)
I fatti, in ordine
Il Comune di Atri ha ottenuto 121.992 euro di fondi PNRR (Misura 1.2 «Abilitazione al cloud per le PA locali», CUP B31C23000020006) per la migrazione verso il Cloud di 14 servizi digitali: anagrafe, stato civile, leva militare, elettorale, statistica, accesso agli atti e accesso civico, protocollo, albo pretorio, contabilità e ragioneria, economato, gestione economica, gestione personale, contratti, ordinanze.
Con la determinazione n. 909 del 30 maggio 2024 il Comune ha affidato il servizio alla società Deda Next S.r.l. (sede legale a Trento), per lo sviluppo di un software di gestione documentale in cloud: i 14 moduli sopra elencati più tre «servizi aggiuntivi» (atti amministrativi, rilevazione presenze, gestione cedolini), oltre a migrazione dal data center, custodia documenti (fino a 25 GB), conservazione a norma (fino a 25.000 documenti/anno), formazione del personale, assistenza all'avviamento e un canone di manutenzione per 12 mesi. L'importo è di 98.000 euro più IVA al 22%, cioè 119.560 euro, con CIG B1B767BE0E.
Con la determinazione n. 975 del 1° ottobre 2026 (pubblicata all'Albo Pretorio il 2 ottobre 2026) il Comune ha liquidato la fattura n. 301600614 del 31 maggio 2026 di Deda Next S.r.l., per l'intero importo di 119.560 euro: 98.000 euro alla ditta e 21.560 euro all'Erario per lo split payment. L'impegno di spesa (n. 2301654) ammonta a 121.992 euro, cioè l'intero finanziamento: con questa liquidazione ne restano 2.432 euro non ancora spesi.
Cosa resta da chiarire
Il PIAO 2025 del Comune (aggiornato al 31/03/2025) indicava il progetto «in fase di contrattualizzazione», con 0 euro impegnati — un dato già superato dall'affidamento di maggio 2024. Perché il PIAO non era aggiornato?
Lo stesso PIAO indicava come termine finale previsto il 16 gennaio 2026: la liquidazione arriva dopo, a ottobre 2026. È stata concessa una proroga, e da chi?
La fattura liquidata è del 31 maggio 2026, circa due anni dopo l'affidamento (maggio 2024): quando è avvenuta la migrazione effettiva dei servizi, ed è stato fatto un collaudo?
L'atto elenca 17 moduli, mentre la candidatura PNRR finanzia 14 servizi. I primi 14 della lista coincidono in numero con quelli della candidatura; il titolo dell'atto parla di «servizi aggiuntivi», che potrebbero corrispondere agli ultimi tre. Quali sono esattamente i 14 servizi coperti dal finanziamento PNRR, e i restanti sono stati pagati a parte?
È stata fatta l'asseverazione tecnica del progetto, come previsto dal PNRR?
La prima candidatura, revocata per rinuncia
Prima di ottenere i 121.992 euro, il Comune aveva presentato una candidatura identica per gli stessi 14 servizi, ma per un importo inferiore.
Candidatura
CUP
Importo
Esito
Prima candidatura
B31C22000600006
€ 83.044,00
Revocata per rinuncia
Seconda candidatura
B31C23000020006
€ 121.992,00
Affidata (2024) e liquidata (2026)
Il Comune ha revocato la prima candidatura per rinuncia, poi ha ripresentato la domanda per gli stessi 14 servizi chiedendo un importo più alto (+46,9%), ottenendolo. Dagli atti esaminati non risulta il motivo della rinuncia alla prima candidatura: resta una domanda aperta, da porre per iscritto al Comune.
Due fornitori, due progetti PNRR distinti
Il nuovo sito web del Comune e l'app per i cittadini (Municipium) sono un progetto PNRR diverso (Misura 1.4.1, CUP B31F22003970006), affidato a Maggioli S.p.A. Il cloud qui descritto è un altro progetto (Misura 1.2, CUP B31C23000020006), affidato a Deda Next S.r.l. Sono due aziende diverse, con due contratti diversi: non vanno confusi.
Il cloud riguarda il motore informatico del Comune — i server, i database, le fondamenta della macchina amministrativa — mentre il sito è la parte rivolta ai cittadini. Restano da verificare i tempi della migrazione effettiva e l'esito dell'asseverazione PNRR per entrambi i progetti.
Le domande aperte
Il quadro emerso finora non chiude la vicenda. Le domande che poniamo oggi all'amministrazione, al Sindaco e al Responsabile del procedimento (RUP) sono queste:
Le domande aperte
Perché il PIAO 2025 non registrava l'affidamento del maggio 2024?
È stata concessa una proroga rispetto al termine finale previsto (16 gennaio 2026)? Da chi, e con quale atto?
Quando è avvenuta la migrazione effettiva dei 14 servizi, ed è stato fatto un collaudo?
Quali sono esattamente i 14 servizi finanziati dal PNRR tra i 17 moduli elencati nell'atto, e i restanti tre sono stati pagati a parte?
Per quale motivo il Comune ha rinunciato alla prima candidatura cloud da 83.044 euro?
Le quattro fasi dell'informatizzazione ad Atri e il legame societario da chiarire.
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Il cloud ha preso una piega diversa da quella raccontata nella prima versione di questo dossier. Ma resta un'altra domanda aperta sul digitale comunale: chi gestisce oggi, in concreto, il "cervello" informatico del Comune di Atri? Le radici di questo sistema affondano all'alba degli anni Duemila, legate a doppio filo alla teramana TINN S.r.l., oggi fusa nel gigante Maggioli S.p.A. (fusione per incorporazione con effetto dal 1° maggio 2025).
A livello locale c'è chi tenta di sminuire, raccontando la favola di due aziende diverse e slegate, come se la storia si fosse azzerata. Ma i documenti, i servizi di server farm attivi da oltre dieci anni, il passaggio delle cabine di regia e la continuità feroce tra i software usati ad Atri nel 2000 e quelli di oggi, raccontano un'altra verità. Una verità fatta di un ecosistema aziendale unitario e ininterrotto che dura da un quarto di secolo. Ma di chi ha davvero in mano le chiavi digitali della città da oltre vent'anni, dei costi reali di questa continuità e di chi muoveva i fili ieri e li muove oggi, ne parleremo nella prossima inchiesta.