Da 3,5 a 12,6 milioni: che cosa dicono la Corte dei conti e il Piano di riequilibrio di Atri
Il disavanzo del Comune è passato da 3.518.832,34 € (2023) a 12.648.202,55 € (2024) e nel 2025 è di 12.003.713,08 €. La Corte dei conti aveva chiesto misure nel dicembre 2024; il Comune ha risposto con un Piano di riequilibrio di quindici anni, ancora in istruttoria. Che cosa dicono gli atti, atto per atto, e che cosa spiegano.

Diciotto anni di governo, quindici anni di rate. La stessa area politica governa Atri dal 2008: prima il sindaco Gabriele Astolfi (2008-2018), poi Piergiorgio Ferretti (eletto nel 2018; la rielezione del 2023 fu annullata dal Consiglio di Stato e seguì una gestione commissariale, fino alle elezioni dell'8-9 giugno 2024, vinte ancora da Ferretti), in continuità di maggioranza secondo le cronache. È un dato di contesto per leggere il conto, non un giudizio sulle persone. Il conto è il disavanzo di 12.648.202,55 € del 2024, fatto di strati che portano la data di quegli anni: un riaccertamento del 2015 e un metodo di calcolo del 2020, entrambi imposti dalle regole contabili nazionali; poi disavanzi di gestione (444.255,92 € nel 2021, 204.138,66 € nel 2022, 605.675,43 € nel 2023) e, nel rendiconto 2024, la cancellazione di 8.452.660,02 € di crediti vecchi.
Il Piano distribuisce quel conto su quindici anni, dal 2025 al 2039: ciò che diciotto anni di governo della stessa area politica consegnano ai prossimi tre mandati è una rata fissa, uguale qualunque sia il sindaco. Le sezioni che seguono ricostruiscono i numeri atto per atto e, in ordine di tempo, che cosa si diceva in aula mentre le cose accadevano.
Sappiamo
- La Corte dei conti (del. 323/2024/PRSP, 10 dicembre 2024) ha accertato criticità sui rendiconti 2021-2023 e ha chiesto misure entro sessanta giorni.
- Il disavanzo è passato da 3.518.832,34 € (2023) a 12.648.202,55 € (2024) e a 12.003.713,08 € (2025, rendiconto approvato il 30 aprile 2026). La quota 2025 del Piano (617.571,77 €) è stata applicata.
- Il salto del 2024 nasce soprattutto dall'eliminazione di crediti vecchi: 8.452.660,02 € di residui attivi, in gran parte tributi ed entrate extratributarie di anni fino al 2019 (calc.).
- Il Piano (Consiglio, n. 134 del 31/07/2025; trasmesso il 6 agosto 2025) è in istruttoria ministeriale e la Corte non si è ancora pronunciata.
- Nel 2025 la parte corrente non ha usato entrate in conto capitale, ma la cassa a fine anno è 0,00 € e l'anticipazione di tesoreria non restituita è 1.987.076,86 €.
Non sappiamo
- Da quali anni e da quali tributi provengano esattamente i crediti eliminati: l'elenco non è allegato agli atti.
- Da che cosa derivi l'aumento delle entrate extratributarie 2025 (+1.438.652,88 € sul 2024) e quanto sia ricorrente.
- Il saldo medio giornaliero e gli interessi effettivi dell'anticipazione nel 2025 e nel 2026.
- Che cosa abbiano chiesto il Ministero e la Corte al Comune sul Piano.
Chiediamo
- Le domande in fondo, al Comune: pubblicheremo risposte, o silenzio, con la data.
In breve
Un conto da 12 milioni di euro non si paga in un anno. Lo pagherà, rata dopo rata, anche chi ad Atri oggi non è ancora candidato a nulla: la quota fissata dal Piano — quasi 870.000 € nel 2026, 901.258,46 € l'anno dal 2028 al 2035 — non cambia se cambia il sindaco. Chi vive in città oggi intanto il conto lo ha già visto: l'autobus urbano sparito dall'8 giugno 2025, 500 posti auto a pagamento al posto di 77, l'asilo nido senza più l'esenzione per i redditi più bassi. Questo dossier ricostruisce, atto per atto, da dove viene il debito e che cosa i documenti spiegano e che cosa no. Le cifre segnate «calc.» sono somme o differenze fatte da noi sui dati degli atti; «par.» indica un parametro nostro.
Che cos'è il disavanzo, in parole semplici
Il disavanzo di amministrazione non è il debito con le banche e non è, di per sé, «i soldi che mancano in cassa». È il risultato di una somma: i crediti ancora da incassare (residui attivi) meno i debiti ancora da pagare (residui passivi), meno i fondi che la legge obbliga ad accantonare (per i crediti di dubbia esigibilità, per le cause, per altre passività). Se il risultato è negativo, la differenza va ripianata negli anni successivi con quote iscritte a bilancio — ad Atri, fino al 2039. Il debito con le banche (mutui) è un'altra voce: 10.875.134,85 € al 31/12/2025, secondo la relazione sulla gestione.
Una conseguenza importante: se un credito iscritto in bilancio si rivela non più incassabile, viene eliminato e il disavanzo cresce, anche senza spesa nuova. Il Piano di riequilibrio (art. 243-bis TUEL) è lo strumento previsto dalla legge per rientrare in più anni ed evitare il dissesto; si può usare solo se lo squilibrio non compromette i servizi indispensabili (Piano p.2). Ad Atri è bastato applicare questa regola una volta, nel 2024, per far salire il disavanzo di 9,1 milioni in dodici mesi. Il grafico qui sotto mostra dove.
Da dove nasce il salto del 2024
Il Piano attribuisce lo squilibrio a «massiccia presenza di residui attivi», scarsa riscossione, fondo crediti e fondo passività potenziali (p.8) — ma non spiega, riga per riga, da dove nascono i 9.129.370,21 € in più. Lo ricostruiamo noi, dai suoi stessi prospetti:
| Componente della variazione 2023 → 2024 (calc.) | Importo |
|---|---|
| Residui attivi: da 34.788.909,43 a 24.517.233,41 | -10.271.676,02 € |
| Residui passivi: da 30.817.637,86 a 26.609.990,51 | +4.207.647,35 € |
| Fondo pluriennale vincolato: da 377.723,52 a 1.761.246,47 | -1.383.522,95 € |
| Fondo di cassa | +34.728,60 € |
| Variazione del risultato di amministrazione | -7.412.823,02 € |
| Più accantonamenti (altri accantonamenti +1.395.341,32; contenzioso +406.669,67; altri fondi -95.593,29) e vincoli +10.129,49 | +1.716.547,19 € |
| Aumento del disavanzo | 9.129.370,21 € |
Che cosa è stato eliminato
Quello che il Piano non dice, lo dice il verbale del revisore n. 5 del 26 marzo 2025 sul riaccertamento 2024 (proposta di Giunta n. 595 del 21/03/2025; delibera n. 59 del 01/04/2025): «eliminazione dei residui attivi con anzianità superiore ai cinque anni, dei primi tre titoli delle entrate». Nel verbale del 28 luglio 2025 sul Piano il revisore è ancora più diretto: gli 8.451.843,00 € eliminati «hanno determinato la maggior parte di disavanzo» del 2024. Le cifre:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Residui attivi cancellati dalla gestione dei residui (anni precedenti) | 8.452.660,02 € |
| Residui attivi cancellati dalla gestione di competenza 2024 | 2.321.962,66 € |
| Totale residui attivi cancellati | 10.774.622,68 € |
| Residui passivi cancellati (363.715,17 + 4.120.013,25), di cui 1.761.246,47 reimputati al fondo pluriennale vincolato | 4.483.728,42 € |
Incrociando il verbale con le tabelle della Corte e del Piano (calc.): degli 8,45 milioni eliminati dalla gestione dei residui, circa 4,94 milioni sono tributi (Titolo 1) e circa 2,97 milioni entrate extratributarie (Titolo 3); il resto, circa mezzo milione, tra trasferimenti correnti e conto capitale. I 2,32 milioni della competenza 2024 sono quasi tutti in conto capitale (2.316.756,16 €) e si compensano con la cancellazione di impegni per lo stesso importo (2.316.757,07 €, calc.): un pareggio contabile che lascia, sul risultato, un effetto netto di circa -8,05 milioni (calc.). Una cosa il verbale non la dice: quali tributi, quali anni. Rinvia a elenchi firmati dai responsabili — che non sono allegati.
Che cosa si sapeva a febbraio 2025
Il bilancio di previsione 2025-2027 (approvato il 28 febbraio 2025, n. 7; stampa del 3 febbraio) stimava il risultato al 31 dicembre 2024 in -3.289.312,79 € (Bilancio p.45). Il rendiconto, arrivato mesi dopo, dice -12.648.202,55 €: uno scarto di 9.358.889,76 € (calc.) che a febbraio nessuno aveva scritto da nessuna parte. Due le cause. La prima vale da sola 1,76 milioni (calc.): nel prospetto di febbraio il fondo pluriennale vincolato finale era stimato a 0,00 €, mentre a rendiconto è 1.761.246,47 €. La seconda è il resto — residui e accantonamenti — e a febbraio non poteva ancora esserci: la revisione dei residui è stata proposta solo il 21 marzo e approvata il 1° aprile 2025.
Che cosa ha scritto la Corte dei conti
La delibera n. 323/2024/PRSP della Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo (camera di consiglio 10 dicembre 2024, depositata il 16 dicembre) passa al setaccio i rendiconti 2021, 2022 e 2023. Otto punti:
- Disavanzo. 3.865.815,71 € (2021), 3.378.991,50 € (2022), 3.518.832,34 € (2023). «Ripetute difficoltà attuative» dei piani di rientro e misure «prevalentemente programmatiche» (p.9 e 26).
- Residui attivi. 34.788.909,43 € a fine 2023, di cui 6.961.508,62 € anteriori al 2019. Riscossione dei residui: 14,20% (2021), 15,92% (2022), 20,16% (2023). IMU 7,6%, TARI 7,63%, sanzioni 11,22% (p.12-15).
- Fondo crediti di dubbia esigibilità. Coperture molto diverse: 44,7-50,6% sui tributi, 1,67-8,42% sulle entrate extratributarie (p.11-12); il fondo «non appare sterilizzare a pieno» il rischio (p.26).
- Anticipazioni chiuse solo contabilmente. 2.617.301,94 € in residui passivi fino al 2023; contrasto con le norme (p.20); parametro P3 non rispettato nel 2021-2023 (p.22).
- Cassa. Fondo di cassa a zero a fine 2021-2023; cassa vincolata dichiarata 2.089.587,70 € nel 2023 (p.19).
- Pagamenti. 91, 70 e 68 giorni (2021-2023); stock di debiti scaduti 3.624.785,22 €; obiettivi non assegnati ai dirigenti (p.17-18).
- Parametri di deficitarietà. P3 e P5 non rispettati nel 2021 e 2023; nel 2022 anche P8 (p.22). La Corte non dichiara l'ente strutturalmente deficitario: parla di un «campanello d'allarme».
- Conclusione. Le misure ordinarie sono «insufficienti»: occorre valutare «tempestivamente» il piano di riequilibrio. Misure entro sessanta giorni; trasmissione al Prefetto e alla Procura della Corte (p.27).
Che cosa la Corte non contesta
- Il limite di indebitamento (10%) è rispettato: interessi al 4,33% (2021), 4,43% (2022), 4,96% (2023) delle entrate correnti (p.21).
- Il risultato di competenza è positivo nei tre anni (p.5); nessun debito verso lo Stato per i fondi Covid (p.10).
- I tempi di pagamento migliorano da 146 giorni (2020) a 68 (2023) (p.17-18).
Le componenti del disavanzo, per atto
Il disavanzo è la somma di più «strati», ciascuno con il suo atto. I primi due derivano da regole contabili nazionali; gli altri sono disavanzi di gestione.
| Atto | Componente | Importo | Nota |
|---|---|---|---|
| Delibera CC n. 21 del 09/07/2015 | Riaccertamento straordinario dei residui, 30 anni | 3.013.947,56 € iniziale; 1.430.111,49 € a fine 2024 | Richiesto a tutti gli enti dal nuovo ordinamento contabile |
| Delibera CC n. 17 del 21/07/2020 | Metodo ordinario di calcolo del FCDE (dal 2019), 15 anni | 1.863.480,27 € iniziale; 1.267.365,45 € residuo | Il metodo semplificato non è più utilizzabile dal 2019 per legge (art. 39-quater D.L. 162/2019) |
| Delibera CC n. 17 del 28/07/2021 | Disavanzo 2020, 3 anni | 444.255,92 € | Già segnalato dalla Corte (del. 381/2021/PRSE) |
| Delibera CC n. 18 del 27/05/2022 | Disavanzo 2021, 2 anni | 204.138,66 € | |
| Atto del Commissario n. 15 del 24/04/2024 | Disavanzo 2023, 3 anni | 605.675,43 € | Motivazione: accertamenti tributari non raggiunti e minore riduzione del fondo garanzia debiti commerciali |
| Rendiconto 2024 (CC n. 19 del 29/04/2025) | «Maggior disavanzo» | 9.546.941,98 € | Nasce soprattutto dalla cancellazione di residui attivi vecchi (sez. precedente) |
| Delibera CC n. 20 del 29/04/2025; n. 134 del 31/07/2025 | Ricorso al riequilibrio; approvazione del Piano | 12.648.202,55 € | Piano trasmesso a Corte e Ministero il 06/08/2025 |
| Rendiconto 2025 (CC n. 12 del 30/04/2026) | Disavanzo al 31/12/2025 | 12.003.713,08 € | Ripianati 644.489,47 € (quota 617.571,77 + maggior recupero 26.917,70) |
Il Comune ha versato quote per 1.304.451,45 € nel 2021-2023, e il disavanzo è sceso appena da 4.025.442,32 € a 3.518.832,34 €: quasi tutto il pagamento è stato riassorbito da nuovi buchi (204.138,66 € nel 2021; 605.675,43 € nel 2023) (calc.).
Che cosa prevede il Piano e a che punto è
Il Piano 2025-2039 è stato firmato il 21-22 luglio 2025, approvato dal Consiglio il 31 luglio (n. 134) e trasmesso a Corte e Ministero il 6 agosto — con il parere del revisore già agli atti (verbale n. 6 del 28/07/2025, favorevole «previo ulteriore invito» a monitorare). Dura quindici anni perché il buco è grande: le passività da ripianare, 9.546.941,98 €, valgono il 95,33% di un intero anno di spesa corrente (10.015.133,56 € nel 2024). Ripiano complessivo 12.648.202,55 €, così:
| Anno | Quota totale di ripiano | di cui nuova quota |
|---|---|---|
| 2025 | 617.571,77 € | 200.000,00 € (2,09%) |
| 2026 | 867.571,77 € | 450.000,00 € (4,71%) |
| 2027 | 885.679,96 € | 670.000,00 € (7,02%) |
| 2028-2035 | 901.258,46 € l'anno | 685.578,50 € (7,18%) |
| 2036-2038 | 786.043,42 € l'anno | 685.578,50 € |
| 2039 | 709.181,09 € | 685.578,48 € |
Chi pagherà. La quota non è una scelta politica che si possa rivedere ogni tornata elettorale: è fissata per legge, uguale ogni anno dal 2028 al 2035, indipendentemente da chi amministra. Tra oggi e il 2039, l'anno in cui il Piano si chiude, ad Atri si voteranno per il sindaco almeno altre tre volte (2029, 2034, 2039, calc. su mandati di cinque anni): chiunque vinca quelle elezioni erediterà la stessa rata, decisa da un rendiconto che non avrà firmato.
A che punto è. Il rendiconto 2025 e la relazione sulla gestione dicono che il Piano è «in fase istruttoria e in attesa» del Ministero e della Corte; il DUP 2027-2029 precisa che è in «istruttoria ministeriale, propedeutica al definitivo esame da parte della Corte». La Sezione delibera entro trenta giorni dalla relazione istruttoria: la pronuncia non è dunque ferma alla Corte. Nel frattempo l'Ente ha applicato le quote come da Piano (2025: 617.571,77 €). Interpellato da un consigliere, il Segretario generale ha risposto (prot. 1993/2026), alla domanda se le delibere di Giunta di dicembre 2025 e gennaio 2026 sull'anticipazione di tesoreria fossero state trasmesse alla Corte: «No, non dovuto in quanto non normativamente previsto»; sono state trasmesse le delibere di riconoscimento dei debiti fuori bilancio del 16/12/2025.
Che cosa cambia per i cittadini
Il conto non è astratto. Ecco che cosa è già cambiato nella vita di chi vive ad Atri, con gli stessi importi che il Piano dichiara.
| Ambito | Misura | Effetto indicato dal Piano |
|---|---|---|
| Trasporto pubblico locale | Servizio soppresso dall'8 giugno 2025 | Risparmio 33.500 € (2025) e 59.000 € (2026) |
| Trasporto scolastico | Una linea eliminata dall'a.s. 2025/2026 | 11.900 € (2025) / 31.000 € (2026) |
| Asilo nido | Eliminata l'esenzione ISEE sotto 8.000 €; bonus INPS | Maggiori entrate ipotizzate 25.000 € (2026) |
| Parcheggi | Da 77 a circa 500 stalli a pagamento (G.C. n. 96 del 15/05/2025); varco elettronico | ≥150.000 € netti l'anno dal 2026, più 20.000 € di abbonamenti e 50.000 € dal varco |
| Cultura e turismo | Meno risorse per manifestazioni; contratto dei servizi culturali rimodulato | 21.000 € e 12.000 € l'anno; sconto sulle strutture comunali dal 70% al 30% (in preparazione) |
| Amministratori | Indennità -25% (G.C. n. 94 del 15/05/2025) | Risparmio 27.356,06 € l'anno |
| Patrimonio | Vendite e diritti di superficie | 353.747,95 € aggiudicati o avviati nel 2025 |
Sommando le sole misure ricorrenti che il Piano quantifica per il 2026 — trasporti, asilo, parcheggi, cultura, indennità — il totale è circa 395.356,06 € l'anno (calc.; esclusi i 353.747,95 € di vendite di patrimonio, che sono una tantum). È meno della metà della singola rata fissa che il Comune pagherà ogni anno dal 2028 al 2035 (901.258,46 €): anche sommando tutti i sacrifici già chiesti ai cittadini, il conto non si chiude da solo (calc.).
Come il Comune insegue i debitori
Mentre si tagliano i servizi e si alzano le tariffe, l'altro lato del Piano è la caccia a chi deve ancora pagare. Il ritmo è cresciuto molto: la riscossione coattiva media mensile è passata da 4.592,32 € nel 2019 a 35.163,44 € nei primi cinque mesi del 2025 (gennaio-maggio: 31.867,10; 14.844,03; 21.429,07; 61.361,21; 46.315,80 €), quasi 7,7 volte tanto (calc.). Al 31 maggio 2025 lo stock in riscossione coattiva per i ruoli storici, dal 2009 in poi, valeva 2.733.517,06 €: 1.532.505,43 € di IMU arretrata (2013-2019), 1.016.335,00 € tra TARSU, TARES e TARI (2009-2018), il resto tra sanzioni del codice della strada, canoni e mensa scolastica.
Sui soli ruoli del 2023 e del 2024, la massa in riscossione coattiva era di 2.993.621,87 € all'inizio del 2025; al 30 aprile ne restavano 2.700.024,40 €, dopo incassi e annullamenti. Su questa cifra il Comune ha già attivato pignoramenti per 561.473,81 €, incassandone però solo 51.000,00 € (il 9,1%), oltre a 103.553,00 € di ingiunzioni patrimoniali e 212.056,63 € di fermo amministrativo — il blocco della carta di circolazione per chi ha debiti con il fisco locale. Ma quasi un terzo della massa di partenza, 884.349,56 € (29,5%), è già classificato come fallimenti o inesigibilità temporanea: soldi che, sulla carta, restano dovuti, ma che il Comune stesso non si aspetta di incassare.
Nei primi giorni di luglio 2025 sono partiti anche gli accertamenti esecutivi per la TARI 2019-2022 (1.352.066,08 €, di cui 184.000,00 € per cui non è nemmeno certo che la notifica sia andata a buon fine) e per l'IMU 2013-2021 (1.024.452,58 €, di cui 458.000,00 €, quasi la metà, già classificati come fallimenti o sovraindebitamento prima ancora di partire). Nella stessa settimana è arrivato ai residenti anche il primo ruolo del Canone Unico Patrimoniale 2021-2024, per 95.535,70 € oltre interessi e spese di notifica.
Per gestire tutto questo il Comune ha affidato il lavoro a due società private, con affidamento diretto e senza gara vera e propria, pagate non a compenso fisso ma a percentuale su quanto riescono a recuperare dai debitori. Ad ADVANCED SYSTEMS SpA (determina n. 662 del 30/04/2025, diciotto mesi, crediti gestiti fino a 500.000 €) va il 6% più IVA di quanto incassa, oltre agli oneri di riscossione e alle spese tabellari, che restano a carico del debitore; il capitolato la autorizza a usare fermo amministrativo, iscrizioni ipotecarie e pignoramenti su conti correnti, stipendi, pensioni e affitti. Ad ANDREANI TRIBUTI SRL (determina n. 805 del 21/05/2025, un anno rinnovabile, aggiudicata su una base d'asta di 139.000 € in una trattativa diretta sul mercato elettronico della pubblica amministrazione a cui è stata invitata lei sola) va il 16% di quanto fa accertare rovistando nelle banche dati comunali in cerca di evasione IMU e TARI, più un altro 4,5% se quegli accertamenti finiscono in riscossione coattiva. In entrambi i contratti, più il debitore paga, più la società guadagna.
Un altro fronte, più visibile a chi vive in città, sono le multe stradali e i parcheggi a pagamento. Tra il 2025 e l'inizio del 2026 gli stalli a pagamento sono passati da 75-77 (le due fonti non concordano) a circa 480-500, sparsi in gran parte del centro storico: dopo una prima fase, la Giunta ne ha aperti di nuovi in Piazza San Pietro, Piazza Tini e Via dei Cistercensi (delibera n. 185 del 12/11/2025), poi altri 15 nella bretella tra Via Umberto I e Via dei Musei nei weekend e a luglio-agosto (delibera n. 226 del 29/12/2025, che nello stesso atto ne toglie 28 dietro la scuola elementare, trasformati in stalli bianchi gratuiti perché l'incasso non copriva il costo del servizio). Rifare la segnaletica — bianca e blu, verticale e orizzontale — in tutto il capoluogo è stato affidato, con affidamento diretto e un solo operatore invitato, alla ditta FAST SIGNAL Srl di Silvi, per 52.681,93 € IVA compresa (determina n. 1374 del 17/11/2025, base d'asta 53.212,46 €). Il varco elettronico nella bretella tra Via Santucci e Via Risorgimento, che sanziona chi ci transita senza autorizzazione, era stimato dal Piano in 50.000 € l'anno; il bilancio 2026-2028 scrive che le sanzioni del codice della strada valgono ormai 155.000 €, «in incremento […] come conseguenza della piena entrata in vigore del nuovo varco elettronico».
La risposta della Polizia Locale alla richiesta di accesso agli atti del consigliere Alessandro Graziosi (19 dicembre 2025) aggiunge i numeri dietro queste cifre. I parcheggi a pagamento sono attivi dal 20 settembre 2025 e la loro gestione — noleggio dei parcometri, ritiro e deposito degli incassi in tesoreria, più due ausiliari del traffico dipendenti della ditta, part-time 18 ore a settimana per otto mesi nel 2025 — è affidata a una ditta esterna; si paga al parcometro, in contanti o con carta, oppure con l'app Easypark, con abbonamenti giornalieri, mensili, quadrimestrali o annuali. Al 15 dicembre 2025 gli ausiliari della ditta avevano elevato 516 verbali per mancato pagamento della sosta, senza alcun ricorso presentato. Il varco elettronico di Via Santucci-Via Risorgimento, attivo dal 9 agosto 2025, nello stesso periodo — poco più di quattro mesi, oltre 40 verbali al giorno (calc.) — ne ha elevati 5.418: solo due ricorsi sono arrivati alla Prefettura di Teramo, uno respinto e uno ancora in attesa di decisione.
I conti del 2025 mostrano quanto le previsioni corrano avanti alla realtà, e in direzioni opposte. Sulle multe stradali (capitolo 340) la previsione, di soli 91.279,10 € a inizio anno, è stata alzata del 345% fino a 415.666,57 €: a fine anno erano stati incassati 275.513,64 €, il 66,3% dell'obiettivo, con 76.418,70 € ancora da riscuotere. Sui parcheggi (capitolo 341) è successo l'opposto: la previsione iniziale, appena 8.500 €, è stata decuplicata a 88.500 € — e gli incassi, 89.009,87 €, l'hanno centrata quasi al centesimo. Per il 2026 il bilancio prevede 635.000 € di multe stradali, più del doppio di quanto incassato nel 2025, e 208.500 € di parcheggi, anche questi più del doppio degli 89.009,87 € dell'anno prima.
Il 2025: che cosa dicono i conti
Il rendiconto 2025 (Consiglio, n. 12 del 30 aprile 2026) è il primo esame vero del Piano: mette a confronto ciò che era stato previsto e ciò che è successo davvero.
| Voce | Piano / bilancio | Rendiconto 2025 |
|---|---|---|
| Entrate correnti accertate (Titoli 1-3) | 10.983.565,53 € | 13.209.150,49 € |
| di cui riscosso in competenza | — | 9.076.125,89 € (68,71%, calc.) |
| Spese correnti impegnate (Titolo 1) | 10.355.881,59 € (con 1.439.859,67 € di fondi) | 9.251.652,27 € (2024: 10.015.133,56 €) |
| Spesa per il personale | 2.401.713,59 € | 2.257.681,92 € (2024: 2.232.658,40 €; +1,1%) |
| Acquisti di beni e servizi (macro 103) | 4.611.913,74 € | 4.925.374,91 € (2024: 5.308.350,82 €; -7,2%) |
| Trasferimenti correnti (macro 104) | 1.195.813,84 € | 1.230.577,41 € (2024: 1.561.331,54 €; -21,2%) |
| Entrate in conto capitale usate per la parte corrente | 337.578,93 € | 0,00 € |
| Alienazioni | 353.747,95 € aggiudicati o avviati | 204.241,67 € accertati e incassati |
| Recupero evasione | Incasso = accertamento | Accertato 1.256.168,22 €; incassato 787.911,51 € (competenza 106.326,21 + residui 681.585,30) = 62,7% |
| Parcheggi a pagamento (cap. 341) | 12.000 € al mese dall'attivazione dei parcometri (2025) | 89.009,87 € |
| Equilibrio parte corrente O3 / conto capitale Z3 | 0,00 € / 0,00 € | +615.696,15 € / -995.386,88 € |
| Equilibrio complessivo W3 | — | -379.690,73 € (il parere tecnico del 02/04/2026 indica -356.686,13 €) |
| Fondo di cassa al 31/12 | — | 0,00 € |
Che cosa è andato meglio
- La parte corrente ha chiuso in avanzo (+615.696,15 €) senza ricorrere alle entrate in conto capitale che il Piano prevedeva.
- La riscossione dei residui è cresciuta: nel 2025 il 30,07% dei residui del Titolo 1 e il 47,40% del Titolo 3 (nel 2024, 10,7% e 14,9%, ma su stock molto più grandi, poi in parte cancellati).
- Il recupero dell'evasione ha incassato 787.911,51 € (2024: 197.922,74 €); il FCDE sull'evasione è all'85,95% dei residui.
- La spesa per acquisti e trasferimenti è scesa di 713.730,04 € (calc.), il 77,5% dell'obbligo di riduzione (921.167,97 €) che il Piano stesso ha assunto (art. 243-bis c.9).
- Il debito con le banche è sceso a 10.875.134,85 €; i tempi di pagamento hanno gli obiettivi assegnati ai dirigenti.
Che cosa resta aperto
- La cassa. Fondo di cassa 0,00 €; incassi e pagamenti della gestione ordinaria danno -370.358,94 € (calc.), coperti da un aumento dell'anticipazione non restituita di 374.417,40 €.
- Il revisore esprime un giudizio positivo «con riserva»: inventario non aggiornato (non attesta la completezza della parte patrimoniale), «eccessivo ricorso» ai debiti fuori bilancio, riscossione da migliorare «ed evitare il continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria». Sull'evasione scrive che «non sono stati conseguiti i risultati attesi», mentre la relazione sulla gestione attribuisce l'eccedenza dei tributi proprio al recupero evasione.
- I debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2025 sono 761.448,81 € (723.566,53 € per beni e servizi acquisiti senza impegno di spesa), contro 118.771,94 € nel 2024 e 40.826,35 € nel 2023; altri 139.758,72 € sono in attesa.
- I tempi di pagamento: ritardo medio ponderato 54,22 giorni, stock scaduto 4.359.127,99 € (2022: 3.624.785,22 €).
- Il 2026. L'assestamento di luglio 2026 riduce le entrate in conto capitale di circa 275.000 € per «riprogrammazione» delle alienazioni, aumenta le spese correnti di circa 790.000 € (467.000 € per forniture idriche finanziate con l'avanzo accantonato; 130.000 € per la discarica del Consorzio Piomba Fino, coperti dalla TARI; 123.000 € per utenze, manutenzioni e spese generali) e dà l'equilibrio W2 2026 a 50.000 €. Il revisore scrive che l'azione di recupero è «ancora troppo poco incisiva».
Il quadro netto: sulla carta il primo anno del Piano va meglio del previsto; in cassa, no (calc.).
Cassa e anticipazione di tesoreria
Il fondo di cassa a zero, visto sopra, non è un incidente isolato: dipende dall'anticipazione di tesoreria, il prestito a breve che il Comune preleva e restituisce più volte durante l'anno.
| Anno | Tetto di legge | Somme movimentate | Non restituita al 31/12 | Interessi indicati |
|---|---|---|---|---|
| 2023 | 4.359.936,97 € | 10.942.871,28 € | 916.481,97 € | 180.918,64 € |
| 2024 | 4.491.983,96 € | 11.383.460,89 € | 1.612.659,46 € | 98.224,55 € (Piano) / 138.918,64 € (revisore) |
| 2025 | 4.510.180,00 € | 14.428.826,40 € | 1.987.076,86 € | 98.224,55 € (revisore) |
Nel 2025 l'anticipazione è stata usata per 365 giorni, con un massimo di 3.857.552,16 € (85,5% del tetto). Le somme movimentate sono tre volte il tetto perché si preleva e si restituisce più volte: il bilancio 2025-2027 stanziava 9.000.000 € l'anno; il rendiconto 2025 riporta uno stanziamento definitivo di 15.000.000 € e 14.428.826,40 € accertati, e l'assestamento indica per il 2026 un tetto di 4.806.170,00 €. Sulle delibere di Giunta di dicembre 2025 e gennaio 2026 in materia di anticipazione (vedi sopra, prot. 1993/2026) non abbiamo trovato gli estremi negli atti consultati: li chiediamo al Comune. Uno stanziamento a 15 milioni segue il flusso reale del 2025 (14,4 milioni) e non indica un debito di 15 milioni. Il 31/12/2025 il saldo non restituito era 1.987.076,86 €: la pratica di «chiudere in conto residui» le anticipazioni, che la Corte aveva censurato (p.20), risulta quindi ripetuta a fine 2025 (il residuo 2024 è stato pagato nel 2025, ma se ne è formato uno nuovo, più grande, calc.). Al 20 luglio 2026 l'anticipazione utilizzata è 2.868.584,29 € su un tetto di 4.806.170,00 €.
Come leggere queste cifre. Sono tetti, stanziamenti e flussi, non il debito effettivo. La relazione sulla gestione indica un «utilizzo medio» di 39.639,63 €, incompatibile con un saldo finale di 1,99 milioni e un massimo di 3,86: sembra la media giornaliera dei prelievi (14,4 milioni / 365), non il saldo medio. Una stima di «circa 400.000 €» di interessi, circolata sulla stampa, non si riproduce dai dati: al tasso del Piano (3,56%), il tetto pieno per 365 giorni costerebbe circa 171.000 € (calc.), e gli interessi indicati dal revisore sono intorno a 98.000 €. Chiediamo il saldo medio giornaliero effettivo.
Le cifre che non riusciamo a far tornare
Non le chiamiamo errori: sono numeri che, negli stessi documenti ufficiali, non coincidono tra loro. Le incongruenze sui residui, che il Piano non spiegava, le ha già chiarite il verbale del revisore (vedi sopra); queste restano aperte.
| Che cosa | Le cifre |
|---|---|
| Rapporto passività / spesa corrente | 91,29% nel testo (Piano p.7), 95,33% in tabella; il calcolo 9.546.941,98 / 10.015.133,56 dà 95,33% (calc.) |
| Debiti fuori bilancio «nuovi» nel Piano | 1.031.403,71 € (p.2) contro un elenco di 141.321,46 € (p.61). Nel 2025 sono stati riconosciuti 761.448,81 € e 139.758,72 € sono in attesa: la composizione della prima cifra resta da documentare |
| Debito con le banche a fine 2023 | 11.948.841,50 € nel Piano (p.26); 9.937.531,00 € nella delibera della Corte (p.21) |
| W3 2025 | -379.690,73 € nella relazione sulla gestione; -356.686,13 € nel parere tecnico del 02/04/2026 (scarto 23.004,60 €) |
| Avanzo di amministrazione utilizzato nel 2025 | 126.097,25 € nel quadro generale; il revisore scrive che l'Ente «non ha utilizzato avanzo» |
| Interessi sull'anticipazione | 98.224,55 € attribuiti al 2024 dal Piano e al 2025 dal revisore; 138.918,64 € per il 2024 nel prospetto del revisore |
| Popolazione | 9.865 (Piano, 01/01/2024), 9.941 (Corte, 01/01/2024), 9.965 (revisore, 01/01/2025) |
| Spesa per il personale nel Piano | Il testo indica una riduzione (2.380.024,61 → 2.259.632,82 €, p.32); il prospetto di equilibrio la porta da 2.232.658,40 a 2.401.713,59 €; nel rendiconto 2025 è 2.257.681,92 € |
Il Piano in aula: che cosa succedeva e che cosa si diceva
Le sedute del Consiglio comunale sono registrate e pubblicate su YouTube (canale AbruzzoStreaming). Qui mettiamo in fila, per data, un fatto documentato e ciò che in quel momento si diceva in aula, con chi parla e il minuto per riascoltare. Riportiamo posizioni e dati, non giudizi sulle persone; dove un'affermazione si può confrontare con un atto, lo facciamo. Le citazioni delle registrazioni vengono dai sottotitoli automatici e vanno riascoltate al minuto indicato. Per la seduta del 31 luglio 2025 non abbiamo la registrazione, ma gli interventi scritti di due consiglieri. Se la maggioranza o il Comune vogliono aggiungere una replica, la pubblichiamo per intero.
28 febbraio 2025: il bilancio di previsione e che cosa aveva scritto la Corte
Che cosa succedeva. Da due mesi e mezzo c'era la delibera della Corte dei conti (depositata il 16 dicembre 2024): le misure ordinarie sono «insufficienti», occorre valutare «tempestivamente» il piano di riequilibrio e adottare misure entro sessanta giorni (vedi sopra). Il Consiglio esaminava il bilancio di previsione 2025-2027.
Che cosa si diceva in aula. L'assessora Emanuela Di Francesco, presentando il bilancio, indica tra le entrate «una consistente attività anche utilizzando il supporto di società specializzate al fine di accelerare fortemente la riscossione dei crediti tributari» (44:45): i contratti di riscossione a percentuale arrivano a maggio 2025 (sezione sui debitori). Il consigliere di minoranza Ugo Giuliani sostiene che la Corte «ha disposto che l'amministrazione comunale adotti un piano di riequilibrio» (47:19). Il sindaco risponde leggendo la pronuncia: la Corte «ci ha chiesto di valutare» il ricorso al piano, «non ce l'ha obbligato», e le misure da adottare entro sessanta giorni «non è il piano di riequilibrio» (64:26).
Che cosa dicono gli atti. Il testo della Corte, come lo riassumiamo sopra, dice «valutare tempestivamente» il piano: su questo punto la lettura del sindaco coincide con il testo. La scelta del Piano l'ha fatta il Consiglio, che ha deliberato il ricorso il 29 aprile 2025 (n. 20), quattro mesi e mezzo dopo il deposito. Quali atti siano stati adottati entro i sessanta giorni è la prima delle nostre domande al Comune.
31 luglio 2025: il voto sul Piano
Che cosa succedeva. Il Piano, firmato il 21-22 luglio, riceve il parere favorevole del revisore il 28 luglio (verbale n. 6) e viene approvato dal Consiglio con la delibera n. 134: quindici anni, 12.648.202,55 € da ripianare. Sarà trasmesso a Corte e Ministero il 6 agosto.
Che cosa si diceva in aula. Non abbiamo la registrazione della seduta, ma due consiglieri di minoranza hanno scritto i loro interventi e chiesto di allegarli alla delibera e trasmetterli alla Corte; entrambi votano contro. La consigliera Gabriella Italiani (Movimento 5 Stelle) scrive che i consiglieri di opposizione hanno avuto copia del Piano «solo venerdì scorso (25/07/2025)», sei giorni prima del voto, e che non c'è stato coinvolgimento della minoranza. Elenca poi i servizi toccati: trasporto pubblico locale soppresso, una linea di trasporto scolastico eliminata, meno ore di assistenza educativa, accorpamento dei punti cottura. Il capogruppo Giammarco Marcone (Prospettiva Atri) scrive che il Piano non tratta i fondi del PNRR, «circa 7 milioni di euro di fondi per 11 progetti», con «termine ultimo del 30.06.2026 per la chiusura dei cantieri», e contesta le entrate ipotizzate da parcheggi e varco elettronico.
Che cosa dicono gli atti. Il testo digitale del Piano non contiene mai la parola PNRR: su questo punto il rilievo di Marcone è riscontrabile. La cifra di 7 milioni e il 5% di avanzamento non le abbiamo riscontrate in un atto che abbiamo. Le misure sui servizi sono invece nel Piano: trasporto pubblico locale soppresso dall'8 giugno 2025 (risparmio 33.500 € nel 2025 e 59.000 € nel 2026), una linea scolastica (11.900 € e 31.000 €), ore di assistenza educativa (6.700 € e 20.300 €), accorpamento dei punti cottura. Trovano attuazione nella G.C. n. 108 e nella determina n. 911 del 5 giugno 2025, che riducono il corrispettivo della ditta di 83.879 € (trasporto pubblico) e 66.960 € (scolastico) più IVA, per le annualità 2025 e 2026; il Comune motiva con le zone già coperte da TUA, il costo elevato rispetto agli incassi e il calo degli utenti, e garantisce il servizio scolastico a chi lo richiede. Sui parcheggi il Piano ipotizza 12.000 € al mese nel 2025 e almeno 150.000 € l'anno dal 2026, e 4.200 € al mese dal varco: le cifre citate da Marcone sono quelle del Piano (come sono andate nel 2025 lo diciamo nella sezione sui debitori). La replica della maggioranza a questi interventi non ce l'abbiamo: chiediamo al Comune il verbale della seduta.
30 settembre 2025: un debito che il Piano non nomina
Che cosa succedeva. Il Piano era alla Corte e al Ministero da due mesi. Nel suo testo digitale la società ACA S.p.A. non compare.
Che cosa si diceva in aula. La consigliera Italiani (12:57) chiede al sindaco se il Comune ha una posizione debitoria con ACA, a quanto ammonta e perché «tale importo non è stato previsto nel piano di riequilibrio finanziario approvato il 31 luglio e inviato alla Corte dei Conti». Il sindaco risponde (24:11) che «c'erano fatture, diverse fatture contestate», che l'ACA chiedeva 1.279.000 €, che «si sta delineando un'ipotesi transattiva» con un risparmio di «circa 400.000», e che una parte era già nel fondo per passività potenziali (circa 800.000 €): precisa di dare le cifre «a memoria».
Che cosa dicono gli atti. Le cifre dette in aula non le riscontriamo in un atto: non abbiamo né la richiesta dell'ACA né la proposta di transazione. Che una parte fosse già accantonata dovrebbe risultare dal fondo passività potenziali del Piano; il dettaglio resta da documentare.
30 aprile 2026: il rendiconto 2025 e la frase «nessun servizio tagliato»
Che cosa succedeva. Il Consiglio approva il rendiconto 2025: risultato di amministrazione −1.728.700,10 €, disavanzo 12.003.713,08 € e cassa a fine anno a zero (sezione sul 2025).
Che cosa si diceva in aula. L'assessora Di Francesco presenta «un risultato di amministrazione che si attesta a meno 1.728.700» (03:32) e lo definisce in «fortissimo miglioramento» rispetto all'esercizio precedente. Il sindaco (23:38) ricorda che il Piano si è concretizzato in «una forte razionalizzazione, ma senza tagliare nessun servizio di fatto». Il consigliere di minoranza Ugo Giuliani (33:56) ribatte che «il piano di riequilibrio prevede anche dei tagli ai servizi».
Che cosa dicono gli atti. Il −1.728.700,10 € è nel rendiconto 2025. «Fortissimo miglioramento» vale per il risultato di amministrazione; il disavanzo è passato da 12.648.202,55 € a 12.003.713,08 € (−644.489,47 €, calc.). Sui servizi: gli atti del giugno 2025 parlano di «soppressione» del trasporto pubblico locale e di «eliminazione» di una linea scolastica (G.C. n. 108, determina n. 911), che il Comune motiva come riorganizzazione. Le due espressioni sono nei documenti: chi legge può confrontarle.
30 luglio 2026: l'assestamento e la scadenza del PNRR
Che cosa succedeva. Il Consiglio approva l'assestamento e la verifica degli equilibri di bilancio. Al 20 luglio l'anticipazione di tesoreria usata è 2.868.584,29 € su un tetto di 4.806.170,00 €. Era passato un anno dagli interventi di luglio 2025: il 30 giugno 2026 era il termine PNRR citato da Marcone.
Che cosa si diceva in aula. Il consigliere di minoranza Ugo Giuliani presenta un'interrogazione sulla scuola Mambelli Barnabei, finanziata con il PNRR (01:35): dice che con nota del 14 luglio il Comune ha chiesto al Ministero di spostare il termine di ultimazione dal 30 giugno al 27 luglio 2026 per l'amianto trovato nelle demolizioni, che il Ministero ha accolto, e che «alla data del 27 luglio i lavori risultano ancora in corso»; chiede se il finanziamento è confermato e ricorda che il Comune è «già segnato da un pesante piano di riequilibrio finanziario» (04:17). Il sindaco risponde che «le risposte le diamo tutte per iscritto», perché occorre garantire il numero legale e «oggi è 30 luglio» (28:45). Sul Piano, il consigliere Alessandro Graziosi dice che «il piano di rientro è stato obbligato dalla Corte dei Conti» (1:11:59); il sindaco replica che il Comune «poteva scegliere se fare il dissesto» e che «non abbiamo tagliato nessun servizio e abbiamo solamente razionalizzato la spesa e non abbiamo elevato nessuna tassa» (1:23:03).
Che cosa dicono gli atti. La nota del 14 luglio e la risposta del Ministero non sono tra i documenti che abbiamo: le date dell'interrogazione sono quelle dette in aula, e la risposta scritta del Comune non ci risulta ancora pubblicata. Il Piano non nomina il PNRR (vedi 31 luglio 2025): l'interrogazione chiede se il finanziamento sia confermato o a rischio di riduzione o revoca, ed è per questo che ne parliamo qui. Su «obbligato» o «scelta» vale quanto scritto sopra: la Corte ha scritto «valutare tempestivamente» e il ricorso l'ha deliberato il Consiglio (C.C. n. 20/2025). Su «nessuna tassa»: il Piano prevede adeguamenti di tariffe e nuovi incassi (asilo nido, parcheggi a pagamento); le aliquote dei tributi locali non le abbiamo verificate.
Le domande al Comune
Sono dieci, quelle senza le quali il quadro non si chiude. Le inviamo per PEC come richiesta di accesso agli atti; pubblichiamo le risposte, o il silenzio, con la data.
- Corte e Ministero. La Corte chiedeva misure entro sessanta giorni dal deposito (16 dicembre 2024): quali atti sono stati adottati entro quel termine e con quali importi? Perché il ricorso al riequilibrio è del 29 aprile 2025 (n. 20)? Dopo la trasmissione del Piano (6 agosto 2025, prot. 16134/2025), quali richieste o rilievi sono arrivati da Ministero e Sezione regionale, con quali risposte, e sono stati inviati i monitoraggi?
- Residui cancellati. Si chiede l'elenco analitico dei residui attivi cancellati nel 2024 (8.452.660,02 € dalla gestione dei residui; 10.774.622,68 € con la competenza), per titolo, anno di formazione e natura. Che cosa è cambiato nella valutazione di quei crediti rispetto ai riaccertamenti 2019-2023, dato che il revisore aveva attestato per il 2021-2023 di non rilevare gravi irregolarità?
- Debiti fuori bilancio. Da quali atti risultano i 761.448,81 € riconosciuti nel 2025 (723.566,53 € per beni e servizi senza impegno) e i 1.031.403,71 € «nuovi» indicati dal Piano? Quali controlli evitano che si ripeta?
- Anticipazione di tesoreria. Lo stanziamento 2025 è passato da 9.000.000 € a 15.000.000 € (rendiconto: 14.428.826,40 € accertati) e a fine 2025 risultano 1.987.076,86 € «non restituiti», dopo il rilievo della Corte del 2024. Con quali atti (numero e data) sono stati variati lo stanziamento e autorizzate le anticipazioni 2025 e 2026? Si chiedono, per i due anni, giorni di utilizzo, saldo medio, massimo, tasso e interessi effettivi (quale valore è corretto per il 2024: 98.224,55 € o 138.918,64 €?).
- Entrate del Piano. Con quali dati sono state stimate per il 2026 sanzioni (635.000 €) e parcheggi (208.500 €), dato che nel 2025 sono stati incassati 327.034,37 € e 89.009,87 €? Si chiedono gli incassi mensili 2025-2026 di multe, parcheggi e varco; i risultati della riscossione affidata a società esterne (det. 662/2025 e 805/2025); le alienazioni realizzate rispetto a quelle previste e la norma che consente di destinarle ai mutui (298.123,24 € nel 2026).
- Servizi e tariffe. Il Piano e la G.C. n. 108/2025 sopprimono il trasporto pubblico locale dall'8 giugno 2025 ed eliminano una linea scolastica; in aula si è detto che nessun servizio è stato tagliato e nessuna tassa elevata. Si chiedono la relazione tecnica sul trasporto richiamata dalla determina n. 911/2025, i risparmi effettivi del 2025 rispetto a quelli del Piano (33.500 € e 11.900 €) e l'elenco delle aliquote e tariffe comunali modificate nel 2025 e nel 2026.
- PNRR. Il Piano non nomina il PNRR. Si chiedono l'elenco dei progetti PNRR con importo, stato di avanzamento e scadenze; per la scuola Mambelli Barnabei, la nota del 14 luglio 2026 con cui si chiedeva di spostare il termine dal 30 giugno al 27 luglio, la risposta del Ministero, il certificato di ultimazione e lo stato della rendicontazione. Il finanziamento è confermato? Con quale copertura, se fosse ridotto?
- ACA. Qual è il debito verso ACA S.p.A. (importo richiesto, fatture contestate)? Con quale atto si è avviata la transazione, di quanto è il risparmio e in quale fondo del bilancio o del Piano era accantonato? Perché il debito non compare nel testo del Piano?
- Seduta del 31 luglio 2025 e interrogazioni. Si chiedono il verbale e la registrazione della seduta (punto 6), gli interventi allegati alla delibera n. 134, la data e il protocollo con cui la proposta di Piano è stata trasmessa ai consiglieri, e le risposte scritte alle interrogazioni del 30 luglio 2026 (scuola Mambelli, discarica) con le date.
- Cifre che non tornano. Si chiede la riconciliazione dei valori della tabella qui sopra: W3 2025 (-379.690,73 € o -356.686,13 €), avanzo utilizzato (126.097,25 € o nessuno), debito bancario a fine 2023 (11.948.841,50 € o 9.937.531,00 €), spesa per il personale del Piano.
Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2026. Diritto di replica: pubblichiamo integralmente le risposte del Comune, del revisore e di chiunque sia citato.